quel cartello da noi tanto amato,
quando la società brillava
nei tuoi occhi ridenti e un po'
distratti,
e tu, lieta e pensosa,
ne delineavi i tratti?
Sonava la musica
nelle case, e i clacson per le
strade,
al tuo perpetuo canto,
allor quando leggevi intenta,
le opre femminili assai contenta
di quel vago avvenir che tutti ci accomuna.
di quel vago avvenir che tutti ci accomuna.
Era il settembre spumoso: e tu
solevi
così sognare il maggio odoroso.
Io gli studi beffardi
tralasciando le sudate carte,
ove il tempo iniziava a mancare
in una vita ormai poco reale,
quando io magro in quell'ostello
porgeo gli orecchi al suon di quel
cartello,
ripensando a te
che lo accarezzavi con sgomento.
Mirava il ciel annuvolato
le vie intasate e i pochi orti,
e quinci i palazzi da lungi, e
quindi il vetro.
Nessuna parola
a poter spiegar quel che portavo
dentro.
Che pensieri soavi,
che speranza, che cori, o Silvia
mia!
Come allor ci appariva
l'essere umano e il fato!
Il ricordo di tutta quella
speranza,
mi fa male
come la siringa al drogato,
e torno a dolermi della mia
sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che l'uomo chiede con tanta
cura? Perché tanto
ci inganni burlandoti di noi?
Tu prima che le foglie da verdi
diventasser gialle,
appassivi come un fiore malato
consumato da ogni suo peccato.
Vedevi la vita
passar così velocemente
come un bambino che diventa grande
improvvisamente;
quando passavi per le strade,
gli sguardi e le lodi eran tutti a
te indirizzati,
ma tu li schivavi sapendo che nei
giorni di festa
alle tue compagne avrebbero fatto
perder la testa.
Anche la mia speranza
moriva poco a poco: il nostro destino
è sempre stato segnato
da chi dall'alto ci ha sempre guardato. Ahi, come
sei passata mia infanzia,
come un battito d'ali in una stanza,
mai osservato con tanta speranza.
E' davvero questo il mondo? Questi
i diletti? I sogni, l'amore, la morte, gli eventi
che tanto idealizzammo insieme con mortale speme?
Questa la sorte di noi poveri diavoli?
Con tutte le donne che avevi in grembo
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte madre di tutte le colpe
mostravi di lontano.
Elle Bi







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