Per
molti l'unico ex Beatles a fare dei capolavori dopo lo scioglimento
del gruppo è stato John Lennon. Ma non tutti hanno ascoltato "All
Things Must Pass" di George Harrison (1971), vera perla del rock
psichedelico. Un album continuamente attraversato dalle rivelazioni
religiose fatte da Harrison durante la sua vita( e già introdotte,
anche se timidamente, con i Fab Four) e, specialmente, un album fatto
di scarti. Quegli scarti che non erano mai stati inseriti negli album
dei Beatles, rifiutati da John e Paul, che comandavano l'intera
società degli "scarafaggi". E che scarti. Un vero è
proprio contenitore di piccoli capolavori, a partire da "Isn't
it a Pity" per passare da "My sweet Lord" (ormai un
classico) e dalla traccia che da il titolo all'album. Il tutto,
perfettamente confezionato dal genio di Phil Spector (forse il più
grande produttore della storia del rock) e dal suo "Wall Of
Sound". La nostra scelta va su "Wah Wah", forse perchè
rappresenta più delle altre la vera anima da chitarrista del
compianto George. Come dice il titolo dell'album, con il tempo tutte
le cose devono passare, tranne fortunatamente, i veri capolavori, la
vera arte che riesce ad emozionare, questa arte. Film consigliato:
George Harrison: Living in the material World.
Mi.Di







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