La
prima volta che ho sentito questa canzone mi sono chiesto perplesso:
cosa è? Cosa si nasconde all'interno delle note? Dove piazzarla nel
vasto panorama di generi musicali esistenti? è una sorta di post new
wave? O addirittura no wave? Oppure un derivato del post rock
influenzato dall'elettronica tanto caro ai Radiohead? O un indie
schizofrenica? Beh, sicuramente i Liars sono bravi (anzi bravissimi)
a confondere l'ascoltatore, immergendolo in una folle atmosfera da
sabba oscuro ritmato da tamburi maniaci e una voce quasi da
filastrocca, semplice ma incisiva. Fuoriuscendo improvvisamente dai
propri binari per portarci al termine in un immagine da fiaba nera e
sanguinosa, scritta da dei Fratelli Grimm psicopatici e sotto
l'effetto di una quiete quasi da morfina agghiacciante nella propria
pazzia. Poi tutto finisce e inevitabilmente premiamo repeat, perché
c'è qualcosa che sfugge. E, dopo ripetuti ascolti della canzone,
scopriamo che ormai si è divulgata una grande bugia. E cioè che la
musica debba per forza ispirarsi a qualcosa ed etichettarsi per poter
sopravvivere (come qualsiasi arte), senza tentare di innovarsi ed
andare avanti. Mai bugia è stata così grande. Grazie Liars.
Mi.Di







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