venerdì 3 gennaio 2014

UN 2013 TUTT'ALTRO CHE TIEPIDO


Sedevo alla scrivania della mia mansarda e, per la prima volta percepivo l'inizio dell’inverno. La finestra appannata, il ticchettio della pioggia, il golf di lana grossa. Il grigiore invernale mi abbracciava. Cercavo l’ispirazione per scrivere il pezzo per la mia rubrica nonostante pranzi, cene e drink di troppo avessero appesantito il mio cervello e prosciugato il pozzo delle idee. Durante la cena di capodanno, connotata da un menù con un climax ascendente di temperature, mi ero preso il goliardico impegno di scrivere utilizzando due parole spesso ripetute durante l’intero pasto: erano i due vocaboli ‘tiepido’ e ‘scottato’. Non sapevo se ero vittima di qualche sortilegio, ma l’unica cosa che avevo in testa, aldilà di pensieri vaghi o idee troppo complesse per essere esplorate in una rubrica da meno di mille parole, erano i succitati aggettivi. Mi ero fregato con le mie mani! Decisi di provare lo stesso...

Il 2013 è stato un anno per niente tiepido. Una serie di eventi scottanti hanno contribuito a rendere la temperatura dell’anno appena salutato indubbiamente alta. Ne voglio citare alcuni, in ordine sparso, giusto per riportare alla mente l’effettiva intensità dell’anno passato. Diversi grandi ci hanno lasciato: Lou Reed, Nelson Mandela, Hugo Chavez, Margherita Hack, Giulio Andreotti, Margaret Tatcher e Silvio Berlusconi. Ah no! Sull’ultimo mi sono sbagliato. E’ morto solo politicamente e poi insomma, non era un grande. Se ne sono andati anche Enzo Jannacci e Franco Il Califfo Califano. La casa reale inglese ha messo al mondo un ‘Erede al trono’. Il vecchio Papa, Benedetto XVI – sì, quello che aveva avuto relazioni con le SS tedesche, ricordate? – ha dato le dimissioni e dopo un conclave più corto del solito, l’intraprendente e dinamico Francesco ha preso il suo posto aprendo una nuova era della chiesa. Ci son state diverse ammissioni, liberalizzazioni e innovazioni. L’Uruguay, ha legalizzato la marijuana a livello statale con lo scopo di combattere la guerra al narcotraffico, divenendo così il primo stato ad attuare una politica di questo tipo (accendendo i riflettori sul suo progressismo e guadagnandosi il titolo di ‘Stato dell’anno’ da parte del ‘The Economist’). La Francia ha legalizzato i matrimoni gay, dimostrando tutto il suo progressismo. Nonostante le violente (calde o scottanti?) manifestazioni tenutesi durante la fase di approvazione della legge, il disegno ha ricevuto il benestare delle camere francesi che l’hanno ratificato. Il presidente Obama è stato rieletto per il secondo mandato alla Casa Bianca e Giorgio Napolitano nuovamente designato come presidente della Repubblica italiana nonostante i suoi quasi 90 anni…”

Mi fermai per dare qualche boccata ad una sigaretta. Rilessi quanto avevo scritto. Non c’ero proprio. Il flow mancava, e quel tentativo di, per così dire, attenermi all’impegno (piuttosto una costrizione) stilistico preso goliardicamente non stava funzionando: quanto battuto sullo schermo non emanava nessuna sfumatura di calore, era solo un freddo e piatto susseguirsi di lettere. "Forse per intiepidire maggiormente l’animo dei lettori avrei dovuto menzionare i frammenti di meteorite cascati in Russia o l’attacco terroristico durante la maratona di Boston? O forse, avrei dovuto citare le tensioni avvenute tra USA e Korea del Nord? Snowden e il datagate? Beh sono tutti argomenti scottanti ma probabilmente avrei anche dovuto parlare di Assad e dell’utilizzo delle armi chimiche in Syria o muovere una critica al fatto che il premio Nobel per l’economia è stato piuttosto un ‘premio Nobel per la finanza’. Il dramma nelle Filippine? La rivolta contro il regime in Turchia? E quella in Egitto? Cazzo la Concordia! Mi sono scordato la Concordia…”

Niente, ero ancora vuoto. Rilessi tutto, fumai un’altra sigaretta, accartocciai il foglio e lo gettai dietro le mie spalle. Poi tutto d’un tratto mi sembrò d’avere afferrato l’argomento giusto! Tutto questo pensare a temperature e scale di calore aveva rievocato delle immagini viste di recente di grandi iceberg che si staccano minacciosamente dall’Antartide. Sì! L’argomento poteva andare. Iniziai nuovamente a battere sui tasti. “Lo scorso novembre un comitato di esperti ha rilasciato la quinta valutazione sullo stato del clima. Il resoconto riporta notizie tutt’altro che positive. Il cosiddetto ‘climate change’ è un processo irreversibile in atto che può essere contenuto ma non annullato. E’ probabilmente la più grande sfida che l’uomo ha di fronte, se si considera che un innalzamento consistente delle temperature metterebbe (in una cinquantina di anni) a serio repentaglio la specie umana. Infatti, l’innalzamento dei mari, il diffondersi di malattie legate al calore e l’aumento di siccità, unite con la prevista crescita della popolazione, determineranno uno scenario alquanto catastrofico (scottante?!) che può essere cambiato solo tramite politiche lungimiranti di sviluppo e drastici cambiamenti di mentalità. Un tentativo di coordinare il problema a livello globale fu fatto con il Protocollo di Kyoto, sebbene il risultato sia stato alquanto tiepido…’

Che noia! Fumo ancora una sigaretta, mentre fisso lo schermo. Riprendo a scrivere.
“……………………………………”.
Niente. Getto la spugna e chiamo L., l’editore, per dirgli che non avrei fatto la mia rubrica o che, quantomeno, non avrei onorato la scommessa fatta. Prima che io dica qualsiasi cosa mi dice “Oh, T. ho delle news scottanti,…”. Smetto di ascoltarlo. Mi guardo allo specchio con un sorriso asettico, né caldo né freddo, tiepido insomma, e penso, “mai più farsi prendere in trappola da scommesse goliardiche”.

Buon anno a tutti i lettori!

IT

0 commenti:

Posta un commento