Sedevo
alla scrivania della mia mansarda e, per la prima volta percepivo
l'inizio dell’inverno. La finestra appannata, il ticchettio della
pioggia, il golf di lana grossa. Il grigiore invernale mi
abbracciava. Cercavo l’ispirazione per scrivere il pezzo per la mia
rubrica nonostante pranzi, cene e drink di troppo avessero
appesantito il mio cervello e prosciugato il pozzo delle idee.
Durante la cena di capodanno, connotata da un menù con un climax
ascendente di temperature, mi ero preso il goliardico impegno di
scrivere utilizzando due parole spesso ripetute durante l’intero
pasto: erano i due vocaboli ‘tiepido’ e ‘scottato’. Non
sapevo se ero vittima di qualche sortilegio, ma l’unica cosa che
avevo in testa, aldilà di pensieri vaghi o idee troppo complesse per
essere esplorate in una rubrica da meno di mille parole, erano i
succitati aggettivi. Mi ero fregato con le mie mani! Decisi di
provare lo stesso...
“Il
2013 è stato un anno per niente tiepido. Una serie di eventi
scottanti hanno contribuito a rendere la temperatura dell’anno
appena salutato indubbiamente alta. Ne voglio citare alcuni, in
ordine sparso, giusto per riportare alla mente l’effettiva
intensità dell’anno passato. Diversi grandi ci hanno lasciato: Lou
Reed, Nelson Mandela, Hugo Chavez, Margherita Hack, Giulio Andreotti,
Margaret Tatcher e Silvio Berlusconi. Ah no! Sull’ultimo mi sono
sbagliato. E’ morto solo politicamente e poi insomma, non era un
grande. Se ne sono andati anche Enzo Jannacci e Franco Il Califfo
Califano. La casa reale inglese ha messo al mondo un ‘Erede al
trono’. Il vecchio Papa, Benedetto XVI – sì, quello che aveva
avuto relazioni con le SS tedesche, ricordate? – ha dato le
dimissioni e dopo un conclave più corto del solito, l’intraprendente
e dinamico Francesco ha preso il suo posto aprendo una nuova era
della chiesa. Ci son state diverse ammissioni, liberalizzazioni e
innovazioni. L’Uruguay, ha legalizzato la marijuana a livello
statale con lo scopo di combattere la guerra al narcotraffico,
divenendo così il primo stato ad attuare una politica di questo tipo
(accendendo i riflettori sul suo progressismo e guadagnandosi il
titolo di ‘Stato dell’anno’ da parte del ‘The Economist’).
La Francia ha legalizzato i matrimoni gay, dimostrando tutto il suo
progressismo. Nonostante le violente (calde o scottanti?)
manifestazioni tenutesi durante la fase di approvazione della legge,
il disegno ha ricevuto il benestare delle camere francesi che l’hanno
ratificato. Il presidente Obama è stato rieletto per il secondo
mandato alla Casa Bianca e Giorgio Napolitano nuovamente designato
come presidente della Repubblica italiana nonostante i suoi quasi 90
anni…”
Mi
fermai per dare qualche boccata ad una sigaretta. Rilessi quanto
avevo scritto. Non c’ero proprio. Il flow mancava, e quel tentativo
di, per così dire, attenermi all’impegno (piuttosto una
costrizione) stilistico preso goliardicamente non stava funzionando:
quanto battuto sullo schermo non emanava nessuna sfumatura di calore,
era solo un freddo e piatto susseguirsi di lettere. "Forse per
intiepidire maggiormente l’animo dei lettori avrei dovuto
menzionare i frammenti di meteorite cascati in Russia o l’attacco
terroristico durante la maratona di Boston? O forse, avrei dovuto
citare le tensioni avvenute tra USA e Korea del Nord? Snowden e il
datagate? Beh sono tutti argomenti scottanti ma probabilmente avrei
anche dovuto parlare di Assad e dell’utilizzo delle armi chimiche
in Syria o muovere una critica al fatto che il premio Nobel per
l’economia è stato piuttosto un ‘premio Nobel per la finanza’.
Il dramma nelle Filippine? La rivolta contro il regime in Turchia? E
quella in Egitto? Cazzo la Concordia! Mi sono scordato la Concordia…”
Niente,
ero ancora vuoto. Rilessi tutto, fumai un’altra sigaretta,
accartocciai il foglio e lo gettai dietro le mie spalle. Poi tutto
d’un tratto mi sembrò d’avere afferrato l’argomento giusto!
Tutto questo pensare a temperature e scale di calore aveva rievocato
delle immagini viste di recente di grandi iceberg che si staccano
minacciosamente dall’Antartide. Sì! L’argomento poteva andare.
Iniziai nuovamente a battere sui tasti. “Lo scorso novembre un
comitato di esperti ha rilasciato la quinta valutazione sullo stato
del clima. Il resoconto riporta notizie tutt’altro che positive. Il
cosiddetto ‘climate change’ è un processo irreversibile in atto
che può essere contenuto ma non annullato. E’ probabilmente la più
grande sfida che l’uomo ha di fronte, se si considera che un
innalzamento consistente delle temperature metterebbe (in una
cinquantina di anni) a serio repentaglio la specie umana. Infatti,
l’innalzamento dei mari, il diffondersi di malattie legate al
calore e l’aumento di siccità, unite con la prevista crescita
della popolazione, determineranno uno scenario alquanto catastrofico
(scottante?!) che può essere cambiato solo tramite politiche
lungimiranti di sviluppo e drastici cambiamenti di mentalità. Un
tentativo di coordinare il problema a livello globale fu fatto con il
Protocollo di Kyoto, sebbene il risultato sia stato alquanto
tiepido…’
“……………………………………”.
Niente.
Getto la spugna e chiamo L., l’editore, per dirgli che non avrei
fatto la mia rubrica o che, quantomeno, non avrei onorato la
scommessa fatta. Prima che io dica qualsiasi cosa mi dice “Oh, T.
ho delle news scottanti,…”. Smetto di ascoltarlo. Mi guardo allo
specchio con un sorriso asettico, né caldo né freddo, tiepido
insomma, e penso, “mai più farsi prendere in trappola da scommesse
goliardiche”.
Buon
anno a tutti i lettori!
IT







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