Ma
si tratta di una giornata come tante; le attività si susseguono
placidamente ed il mio corpo è impegnato in una routinaria attività
di deambulazione da un luogo fisico ad un altro, a volte dimentico di
aver la testa da qualche altra parte. “Eccoti qui, ma dove ti eri
cacciata?”. Si fa sera e come di consueto mi lascio andare ad una
selvaggia attività di ‘surfing’ in quel mare magnum che è il
web, scivolando con la mia tavola da un sito ad un altro a caccia di
una bella onda da ‘cavalcare’. E vengo appagato. “What?!”.
Stupore.
Ora
dovete provare a fare un piccolo sforzo di immaginazione. Cercate di
visualizzare un giovane dinanzi al suo PC solo soletto nella sua
stanza che ad un tratto si desta dal suo letto passando da una
posizione quasi fetale (il ragazzo si trova su di un letto, non una
sedia. Finite di pensare a cose troppo stravaganti! E no, non ci sono
sgabelli. Come può un uomo trovarsi su uno sgabello in una posizione
come quella?) ad una ad angolo retto, come intirizzito per il freddo,
sgomento, sguardo dritto sullo schermo, attento. Eccomi.
Da
una recente indagine condotta dall’ ISFOL (Istituto per lo Sviluppo
della Formazione Professionale dei Lavoratori) per conto dell’OCSE
emerge un dato agghiacciante sul livello di preparazione medio della
popolazione italiana di età compresa tra 16 e 65 anni. Secondo tale
ricerca l’Italia si trova all’ultimo posto dei paesi OCSE per
livello di alfabetizzazione, con un punteggio medio pari a 250 punti
contro una media di 273. Paese di ex-poeti. E per ciò che concerne
le conoscenze matematiche le cose non vanno davvero meglio. I numeri
(quasi beffardamente direi, visto il tema) sono davvero impietosi:
con una media di 247 il Belpaese si classifica penultimo della lista
(davanti solo alla Spagna), a fronte di un valore medio eguale a 269.
Provo a rendere un po’ più chiara la cosa. Secondo questi dati,
uno studente liceale giapponese possiede un livello di preparazione
non molto dissimile da quello di uno studente universitario italiano.
Come
notato dal quotidiano Repubblica, tutto questo permette di spiegare
parzialmente alcuni dei mali sociali ed economici di cui il paese
soffre. Difatti, sempre secondo lo studio, solamente il 29,8% del
campione raggiunge (o supera) quello che è considerato il livello
minimo di preparazione “indispensabile per vivere e lavorare nel
ventunesimo secolo” relativamente alle conoscenze alfabetiche, e
solamente il 28,9% eguaglia le performance in ordine alle competenze
matematiche. Tutto questo ovviamente si riflette sull’intera
capacità del sistema Italia di essere competitivo a livello globale
e conseguentemente di produrre lavoro e ricchezza.
La
collocazione geografica del soggetto gioca però un ruolo
fondamentale su ciò che risulta la distribuzione delle varie
competenze in oggetto. Con una certa regolarità infatti si evince
come nelle regioni settentrionali e del centro i punteggi medi di
‘literacy’ siano più elevati e maggiormente allineati con quelli
del resto d’Europa (anche se rimangono al di sotto della media
OCSE). Nord-est e centro, con un punteggio di 261, si collocano ad un
livello pari alla media francese (di 262) ma ahimè lontano da quello
di paesi quali Germania (273) e Svezia (279.2).
Basta.
Mi fermo qui. L’onda che cercavo durante il mio ‘surfare’ l’ho
trovata. E ora spero che questi numeri aiutino i lettori a capire ed
a trovare risposte ad alcuni quesiti quali “ma perché a Bruxelles
al parlamento europeo uno dei rappresentanti del nostro paese è Iva
Zanicchi??????????”.
Per
coloro interessati a dare uno sguardo ai risultati dell’analisi
brevemente commentata riporto qui il link dell’istituto di ricerca
menzionato:
http://www.isfol.it/pubblicazioni/highlights/Isfol-Piaac%202013
Per
coloro interessati al CV di Iva Zanicchi, si veda:
http://www.europarl.europa.eu/meps/it/41007/IVA_ZANICCHI_cv.html
Mediometraggio altamente consigliato: “La ricotta” diretto da Pier Paolo Pasolini. Illuminanti le parole di Orson Welles, e siamo nel 1963.
Maste







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