venerdì 29 novembre 2013

"LO SAPEVATE CHE..."


Non è più molto semplice al giorno d’oggi rimanere sorpresi per qualche cosa, essere scioccati da …“Chi c’è?!” Ah, nessuno, solo la mia immaginazione, uno scherzetto della mia mente che ogni tanto perde davvero colpi.

Ma si tratta di una giornata come tante; le attività si susseguono placidamente ed il mio corpo è impegnato in una routinaria attività di deambulazione da un luogo fisico ad un altro, a volte dimentico di aver la testa da qualche altra parte. “Eccoti qui, ma dove ti eri cacciata?”. Si fa sera e come di consueto mi lascio andare ad una selvaggia attività di ‘surfing’ in quel mare magnum che è il web, scivolando con la mia tavola da un sito ad un altro a caccia di una bella onda da ‘cavalcare’. E vengo appagato. “What?!”. Stupore.

Ora dovete provare a fare un piccolo sforzo di immaginazione. Cercate di visualizzare un giovane dinanzi al suo PC solo soletto nella sua stanza che ad un tratto si desta dal suo letto passando da una posizione quasi fetale (il ragazzo si trova su di un letto, non una sedia. Finite di pensare a cose troppo stravaganti! E no, non ci sono sgabelli. Come può un uomo trovarsi su uno sgabello in una posizione come quella?) ad una ad angolo retto, come intirizzito per il freddo, sgomento, sguardo dritto sullo schermo, attento. Eccomi.

Da una recente indagine condotta dall’ ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) per conto dell’OCSE emerge un dato agghiacciante sul livello di preparazione medio della popolazione italiana di età compresa tra 16 e 65 anni. Secondo tale ricerca l’Italia si trova all’ultimo posto dei paesi OCSE per livello di alfabetizzazione, con un punteggio medio pari a 250 punti contro una media di 273. Paese di ex-poeti. E per ciò che concerne le conoscenze matematiche le cose non vanno davvero meglio. I numeri (quasi beffardamente direi, visto il tema) sono davvero impietosi: con una media di 247 il Belpaese si classifica penultimo della lista (davanti solo alla Spagna), a fronte di un valore medio eguale a 269. Provo a rendere un po’ più chiara la cosa. Secondo questi dati, uno studente liceale giapponese possiede un livello di preparazione non molto dissimile da quello di uno studente universitario italiano.

Come notato dal quotidiano Repubblica, tutto questo permette di spiegare parzialmente alcuni dei mali sociali ed economici di cui il paese soffre. Difatti, sempre secondo lo studio, solamente il 29,8% del campione raggiunge (o supera) quello che è considerato il livello minimo di preparazione “indispensabile per vivere e lavorare nel ventunesimo secolo” relativamente alle conoscenze alfabetiche, e solamente il 28,9% eguaglia le performance in ordine alle competenze matematiche. Tutto questo ovviamente si riflette sull’intera capacità del sistema Italia di essere competitivo a livello globale e conseguentemente di produrre lavoro e ricchezza.

La collocazione geografica del soggetto gioca però un ruolo fondamentale su ciò che risulta la distribuzione delle varie competenze in oggetto. Con una certa regolarità infatti si evince come nelle regioni settentrionali e del centro i punteggi medi di ‘literacy’ siano più elevati e maggiormente allineati con quelli del resto d’Europa (anche se rimangono al di sotto della media OCSE). Nord-est e centro, con un punteggio di 261, si collocano ad un livello pari alla media francese (di 262) ma ahimè lontano da quello di paesi quali Germania (273) e Svezia (279.2).

Basta. Mi fermo qui. L’onda che cercavo durante il mio ‘surfare’ l’ho trovata. E ora spero che questi numeri aiutino i lettori a capire ed a trovare risposte ad alcuni quesiti quali “ma perché a Bruxelles al parlamento europeo uno dei rappresentanti del nostro paese è Iva Zanicchi??????????”.

Per coloro interessati a dare uno sguardo ai risultati dell’analisi brevemente commentata riporto qui il link dell’istituto di ricerca menzionato: http://www.isfol.it/pubblicazioni/highlights/Isfol-Piaac%202013
Per coloro interessati al CV di Iva Zanicchi, si veda: http://www.europarl.europa.eu/meps/it/41007/IVA_ZANICCHI_cv.html

Mediometraggio altamente consigliato: “La ricotta” diretto da Pier Paolo Pasolini. Illuminanti le parole di Orson Welles, e siamo nel 1963.

Maste

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