Era un giovedì. Avevo appena finito di lavorare dopo una giornata a metà tra l’intenso e il noioso. Guidavo verso casa mentre il traffico di Roma intorno a me impazziva in un ruggito di smog. Per non pensare a quel caos in stile ora di punta a Bangkok, ascoltavo un po’ di sano rock da una cuffia infilata sotto il casco. Arrivato all’altezza di piazza della Repubblica e superata la fontana al centro di questa – con connessa attivazione della modalità di guida ‘occhio al Sanpietrino’ – un capannello di persone catturò la mia attenzione. C’erano uno stand, delle luci colorate e cartelloni con su stampate le facce di alcuni brutti ceffi. Poi finalmente lessi la maxi scritta e capii di cosa si trattava: era la presentazione ufficiale di Gomorra – La Serie. Inorridito riaccesi il motorino e diedi gas. Una serie di pensieri si erano accumulati confusamente nella mia testa e non riuscii a dargli forma fino a qualche giorno dopo quando, durante una conversazione sull’argomento, esclamai epifanicamente: “Ma cosa stanno facendo alla nostra povera Italia?!”.
La
serie conterà ben 12 puntate di un’ora ciascuna. Sky ambisce, con
la sua seconda serie lunga, a replicare il successo ottenuto con
Romanzo criminale sia in Italia che all’estero – il
progetto è già stato venduto alla tv statunitense TWC che pensa ad
un remake dal titolo Gomorrah. La regia è stata per questo
affidata a Sollima, collaudato regista di Romanzo criminale.
Il cast, come già fatto da Matteo Garrone, utilizza un mix di attori
professionisti e altri presi dalla strada ed ha già ricevuto
svariate recensioni positive. Infine, come si evince anche dal
trailer, alla stesura dei copioni ha partecipato nientepopòdimenoche
Roberto Saviano – probabilmente in skype-call mentre saltava da una
funivia all’altra per fare perdere le proprie tracce.
Alla
luce di questa breve intro, l’italiano medio starà pensando: “Ma
non ci rompere i coglioni e lasciaci vedere ‘sta serie in santa
pace!”. Anche io, alcuni giorni, sogno di essere te mio caro
italiano medio ma non questa volta. Perché non devi vedere questa
serie e perché avevi diritto a vedere Romanzo criminale? Ti
dico i primi tre motivi che mi vengono in mente.
- Artisticamente parlando, la scena italiana è cristallizzata in una sorta di paralisi da tanto, troppo tempo. E, per ovviare a questo problema, si vende l’usato garantito con monetizzazione certa: gli stereotipi italiani. Pizza e mandolino, autoironia sull’italiano all’estero (penso immediatamente a Paolo Ruffini – bello mio, ma non potevi restare a Livorno a doppiare James Bond invece di fare quelle cahate di film?!) e l’immancabile criminalità organizzata. Inutile precisare che Gomorra – La Serie appartiene all’ultima categoria. Tuttavia, il problema è questa volta amplificato dal fatto che si vanno a rievocare, ed ulteriormente sviscerare, un libro e un film che hanno avuto fama mondiale – milioni di copie vendute ovunque nel mondo per il primo e il premio della giuria di Cannes al secondo – e che, sebbene abbiano attirato l'attenzione internazionale sul problema della camorra, hanno collateralmente fatto male al Bel Paese ingigantendo oltre misura il fenomeno della mafie. Non credo che sia quello che ci vuole all'Italia e, in particolare, non credo che sia quello che ci vuole al povero popolo napoletano e più in generale al sud Italia. Non sorprende il fatto che a Napoli abbiano più volte provato ad impedire le riprese della serie – che, chissà perché, non è stata girata a Scampia – e che siano spuntati cartelloni di protesta a giro per la città con su scritto “Gomorra su Sky per l’interesse di pochi… altra “MERDA” sul popolo napoletano … e la politica se ne frega! VERGOGNATEVI TUTTI!”.
- Romanzo criminale parlava di un passato recente ma sufficientemente lontano per non poter fare male. La Banda della Magliana terrorizzava Roma, nell’ambizioso tentativo di “provare a pijarsela come mai nessuno aveva fatto prima”, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Inoltre si fa esplicito riferimento alla collusione dello Stato con la criminalità organizzata – collusione ovviamente morta e sepolta a quell’epoca, con successiva cancellazione di ogni numero dalla rubrica da parte dello Stato! Dunque, vi è una verosimile prospettiva storica e un’indiretta condanna dello Stato degli anni di piombo. Gomorra invece parla di una guerra in corso. Parla di giovani senza speranza che hanno la sola colpa di essere di Scampia (o di Napoli, spesso fa lo stesso) per essere additati come ‘camorristi’.
- Dulcis in fundo, questo show non s'ha da fare perché mi ricordo bene di come Romanzo criminale comportò una smisurata eroizzazione dei suoi personaggi. C’era sempre un Dandy o un Freddo di turno. A volte c’era addirittura chi s’accontentava di esser Scrocchiazeppi, sognando le cosce della calda e adultera moglie di questo – ovviamente c’era anche chi si beccava la tipica offesa “Aò, statte zitto Ranocchia!”. Eravamo sempre pronti a sfoggiare un accento romano e a fare battute ispirate all'ultimo episodio. I nostri stereo si erano riempiti di canzoni italiane datate pure per i nostri genitori come ‘Tutto il resto è noia’ e ‘Lilly’. A quanto pare, a Roma in particolare, il fenomeno ebbe un impatto ben più consistente sui più giovani che, sempre per imitare la serie, andavano a scuola con un coltellino nel taschino come se niente fosse. Dunque, alla luce di quanto sopra mi chiedo, si vuole veramente eroizzare dei camorristi in guerra per il dominio del mercato nero?
La
serie è già iniziata, quindi mio caro italiano medio, a meno che tu
non decida di ascoltarmi, non serviranno a molto. Posso solo
immaginare che, se anche questa serie sarà un successo, le ricerche
di mercato di Sky porteranno a fare una serie su Genny ‘a Carogna
(tra l’altro uno dei personaggi principali de La Serie, si
chiama proprio Genny) e un reality show su Fabri Fibra che si picchia
con Vacca. Mi raccomando non perderteli!
Io
stavo col Libanese, e penso che ci rimarrò.
di IT per la rubrica "NEWS".








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