Questo singolo della settimana non vi piacerà. E' deprimente, disperato, caotico, rumoroso, non ha una logica musicale (almeno apparentemente), non ha una struttura (?), non è conosciuto, probabilmente vi annoierà. Descrizione che non giova sicuramente all'ascolto, che anzi sconsiglio subito a chi ama certa musica ruffiana e commerciale chiamata pop, sicura ed immediata ( e con questo non è che voglio offendervi, di tanto in tanto la ascolto anche io, nelle giornate di ozio ). Quindi perché vi chiederete? Che senso ha questa recensione? Per prima cosa perché sentivo il bisogno (ed il dovere) di allontanarmi un po' dagli ultimi singoli recensiti (St. Vincent e Damon Albarn, che comunque ho molto apprezzato) per ritornare verso la musica che amo, con sincerità. Verso l'arte che amo. Un'arte estrema, violenta, quasi sociopatica a cui sono affezionato (e prossimamente prometto che spiegherò il motivo). Così ho aperto la mia cartella personale che raccoglie tutta l'underground (dagli anni 60 fino ai giorni nostri) e ho scelto loro, i Grifters, un piccolo gruppo che esordì nel 1992 con l'album “So Happy Together”, da cui proviene “Meanwhile”. Un album in cui il gruppo americano mostrò il suo noise rock post apocalittico e disperato derivante da certi gruppi new wave che hanno rivoluzionato la musica, tra esplosioni di rumore quasi casuale, ossessivo e nevrotico e geniale nel suo caos quasi epilettico. Un ascolto (come detto prima) decisamente difficile, se non impossibile in alcuni punti dell'album, quando la follia del gruppo raggiunge il culmine, per niente facilitato anche dalla scarsa produzione, decisamente lo-fi. Ma un ascolto in cui si possono scorgere, tra le righe, immensi sprazzi di genialità, facendo di “so Happy Together” un piccolo classico dell'underground degli anni 90.
Il secondo motivo per cui scrivo la recensione è semplice, e consiste nella mia fiducia verso la vostra fame (di conoscenza, naturalmente). Fame che porta alla curiosità più sfrenata. Fame che spero di saziare facendovi conoscere gruppi sconosciuti, canzoni che non avete mai sentito. E' facile recensire gli Arcade Fire, St. Vincent, Jack White etc. Ma io più che recensire voglio consigliare. In fondo, che importanza ha descrivere con precisione tecnica il nuovo lavoro di un grande gruppo planetario qualsiasi quando non si conoscono i Suicide, i Pere Ubu, Captain Beefheart, i Chrome, i Gang Of Four, i The Fall e quanto di più moderno e geniale è stato fatto nel passato? Ma per fare questo c'è bisogno di un po' di sforzo, di abbandonare alcuni preconcetti che riassumono tutta la musica che fuoriesce (anche se leggermente) da determinati canoni come inascoltabile e noiosa. Vi auguro un buon ascolto (anche se per molti non lo sarà). Ma in fondo vi avevo avvertiti, no?
di Mi.Di per la rubrica "MUSICA".
di Mi.Di per la rubrica "MUSICA".







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https://www.youtube.com/watch?v=rYD3Zs6Ogfo
RispondiEliminaqui potete trovare anche la versione studio della canzone, anche se, vi assicuro, la qualità dell'audio non è poi così meglio.