E'
la storia di Bianco e Nero, due fratelli, due bambini che scorrazzano
per Città Tesoro.
Li chiamano i Gatti, sono i padroni della città, tutti li temono, e
fanno bene perché con i Gatti non si scherza, saltano per la città,
o meglio sopra, in equilibrio su altissimi pali della luce, osservano
che tutto vada per il verso giusto, scrutano le stranezze di Città
Tesoro, una metaforica città giapponese dipinta da colori pop,
schizzata di sangue e sudore.
Bianco
è puro, ma non indifeso, vive nel suo mondo da fiaba, con elefanti
che passeggiano per la casa, fiori che nascono e si attorcigliano, e
accanto a lui c'è Nero, rabbioso, cupo, inquieto, si prende cura del
fratellino, lo veste, lo lava, fa tutto quello che dovrebbe fare un
buon fratello maggiore.
Ma
Nero e Bianco sono inseparabili, proprio come lo yin e lo yang del
TAO, appoggiati l'uno sull'altro si completano, ma se divisi
scricchiolano, precipitano in caduta libera facendo un grosso botto.
A
far da contorno ai due ragazzini tantissimi personaggi forse un po'
stereotiparti, ma è il ruolo che rivestono che lo richiede.
Arriva
il signor Serpente, un moderno lucifero dalle orecchie a punta,
sconvolge l'equilibrio della città, tutto sta cambiando troppo
velocemente. Topo ex capo degli yakuza viene messo da parte, tutto si
muove secondo i fili che sta tessendo Serpente, che si insinua fra le
crepe delle persone, usa il ricatto, tenta il prossimo proprio come
il serpente tentò Adamo ed Eva.
Ma
Serpente, affiancato da scagnozzi dalle fattezze robotiche, aliene,
dalla forza disumana, non fa i conti insieme all'oste o meglio agli
osti, pensa di far fuori i Gatti, di dividerli per affondare il
colpo, la ferita mortale, per impadronirsi di Città Tesoro, ma i
Gatti non ci stanno, sono furiosi, sprizzano rabbia come il Giappone
degli anni '60.
Il
regista Michael Arias, statunitense d'importazione, insieme allo
sceneggiatore Antonhy Weintraub crea un mondo allucinato, una fiaba
moderna, pervasa da violenza e sentimento, due costanti sempre
presenti nella vita, proprio come il nero e il bianco.
Il
disegno è alternativo, accattivante nella sua imperfezione, volti
spigolosi, braccia e gambe che sembrano quelle di bambole di pezza.
La
regia è qualcosa di completamente nuovo, mai visto in un film d'animazione, la macchina da presa vola, come i corvi all'inizio del
film, scruta i personaggi, si insinua nei vicoli, salta da un palazzo
all'altro, l'azione a volte frenetica dei combattimenti, degli
inseguimenti è qualcosa di stupefacente, sangue e pallottole degne
di un gangster movie; il tutto accompagnato dalle musiche dei Plaid.
Film
che ai più piccoli potrebbe far storcere il naso, una storia che
intrattiene e commuove, un rapporto fra due bambini che difficilmente
dimenticheremo; definito da molti un buon film, noi gridiamo al
capolavoro.
E'
la storia di Nero e Bianco, è la storia di tutti noi.
Elle
Bi







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