Edward
Snowden. Presentare il personaggio credo sia pleonastico. E non è
difatti mia intenzione. Voglio però approfittare dello spazio
concessomi su questo blog per riportare il testo integrale, ed in
lingua originale, del discorso fatto nel giorno di Natale dalla
‘talpa’ statunitense, ex agente della ‘National Security
Agency’, ora in Russia come rifugiato politico. Ed egli con parole
semplici quanto cristalline ci mette in guardia sulla reale portata
di un distopico futuro privo di qualsiasi privacy, dove il pensiero
di ogni cittadino ‘libero’ è in realtà osservato, messo a nudo,
studiato. Difatti, è proprio l’esistenza di tali momenti di
libertà individuale, verosimilmente negati nel futuro dipinto da
Snowden (in realtà non poi così irrealistico ne tanto meno lontano
nel tempo. Forse molto più ‘presente’ di quanto si possa
credere), a permettere ad ogni individuo di dar vita a quel processo
di autodeterminazione necessario alla costituzione di una coscienza
propria, ben delineata, riconoscibile, confine del singolo in una
sempre più vasta e anonima moltitudine.
Immaginate
per un momento di venire osservati come sotto ad una lente
d’ingrandimento; ogni singolo movimento è registrato, ogni vostra
decisione è controllata. Nel preciso istante in cui siete chiamati a
fare una scelta, qualunque essa sia, vi è la consapevolezza di non
essere davvero “soli”, al riparo da occhi indiscreti. E allora
forse verrete spinti quasi inconsciamente ad agire come ai più può
sembrare opportuno e voluto, lasciatemi dire “giusto”. Il vostro
io decisore sarà posto in secondo piano per paura, o magari per
vergogna, e poi infine dimenticato o comunque represso, inascoltato
perché inadatto, non ritenuto consono. E tutto questo senza alcun
bisogno di violenza o costrizione esterna. Siete davvero meravigliati
di tale ragionamento? Riflettete un attimo su come usualmente agite
quando vi trovate all’interno di un gruppo di persone e quando
invece siete completamente isolati? Tenete davvero lo stesso
comportamento in ambo le occasioni o in realtà tentate di amicarvi
il resto degli astanti o comunque di non sfigurare, di essere “ben
accetti”, di seguire quelle che sono le “regole” comunemente
accettate?
Permettetemi
di eleggere Snowden vero uomo dell’anno a scapito di papa
Francesco. “Snowden sei te il mio uomo sulla copertina del Time”.
“Hi
and merry Christmas, I am honoured to have the chance to speak with
you and your family this year”.
Recently
we learned that our governments, working in concert, have created a
system of world wide mass surveillance, watching everything we do.
Great Britain’s George Orwell warned us of the danger of this kind
of information. The types of collection in the book - microphones,
video cameras and TVs that watch us - are nothing compared to what we
have available today. We have sensors in our pockets that track us
everywhere we go. Think about what this means for the privacy of the
average person. A child born today will grow up with no conception of
privacy at all. They will never know what it means to have a private
moment to themselves, an unrecorded unanalyzed thought. And that is a
problem because privacy matters, privacy is what allows us to
determine who we are and who we want to be. The conversation
occurring today will determine the amount of trust we can place both
in the technology that surrounds us and the government that regulates
it. Together we can find a better balance, end mass surveillance and
remind the government that if it really wants to know how we feel,
asking is always cheaper than spying.
For
everyone out there listening, thank you and merry Christmas”
(Edward
Snowden)
Maste







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