In
piena era punk, nel 1978, un certo Tony Wilson (il conduttore che ha
ospitato per la prima volta in tv i Sex Pistols) fonda la Factory
Records, ispirata alla filosofia di Andy Warhol. La sede è a
Manchester, che si trasformerà in quella Madchester da cui
partiranno alcune tra le più importanti innovazioni musicali degli
anni 80. Tutto grazie a questa casa discografica, che partendo dalle
basi dell'Hacienda (probabilmente il primo vero club della storia,
cose di cui quelli che si autodefiniscono clubber contemporanei non
conoscono neanche l'esistenza) creerà un movimento che sfocerà
nella new wave e successivamente nel dance rock, dando un contributo
fondamentale nella nascita della cultura rave. Tra gli artisti
prodotti dalla Factory figurano i Joy Division, i New Order, gli
Happy Mondays e i Cabaret Voltaire. E, naturalmente, gli A Certain
Ratio. Il singolo All Night Party è stata una delle prime uscite
della casa discografica, e grazie a questa canzone ci accorgiamo come
il punk sia stato rimodellato per tramutarsi in new wave. Infatti la
base è strettamente punk (si deduce immediatamente dai primi accordi
della canzone) ma l'uso ossessivo della batteria e della chitarra
trasformano il genere in qualcosa di ballabile, portando il rock
all'interno della discoteca. Da qui nasce la storia, con il
successivo boom dei Joy Division che porterà a rivoluzionare tutta
la musica seguente, fino ad arrivare ai giorni nostri. Infatti il
lavoro di Tony Wilson è stato un vero e proprio input per il 90%
della musica contemporanea, sospesa tra i richiami al post-punk e alla new wave
(Joy Division, A Certain Ratio) e tra l'amalgamarsi dell'elettronica
con il rock (New Order, Happy Mondays, Primal Scream).
Nel
92 l'avventura della Factory purtroppo si concluderà, rovinata dai
debiti e da quell'industria musicale che tanto gli deve. Rimane solo
la genialità nel rinnovare un genere musicale che senza quest'ondata
di freschezza rischiava poi di decomporsi lentamente per poi finire.
Una genialità che oltre che a rinnovare ha pure creato, ergendosi a
capostipite di intere generazioni, passando dalle creste colorate del
punk, alla camicia e alla danza epilettica di Ian Curtis, sino ad
arrivare ai piercing e all'abbigliamento vistoso del popolo della
discoteca. Altre storie, altri tempi. Che rimarranno purtroppo
sconosciuti a tanti indie, hipster e clubber vari, destinati a
sopravvivere nel sonnolento panorama attuale come una casa senza le
fondamenta.
Film consigliati: Control, 24 Hour Party People
di Mi.Di per la rubrica "MUSICA".







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