giovedì 10 aprile 2014

MUSICA: "ALL NIGHT PARTY - A Certain Ratio"



In piena era punk, nel 1978, un certo Tony Wilson (il conduttore che ha ospitato per la prima volta in tv i Sex Pistols) fonda la Factory Records, ispirata alla filosofia di Andy Warhol. La sede è a Manchester, che si trasformerà in quella Madchester da cui partiranno alcune tra le più importanti innovazioni musicali degli anni 80. Tutto grazie a questa casa discografica, che partendo dalle basi dell'Hacienda (probabilmente il primo vero club della storia, cose di cui quelli che si autodefiniscono clubber contemporanei non conoscono neanche l'esistenza) creerà un movimento che sfocerà nella new wave e successivamente nel dance rock, dando un contributo fondamentale nella nascita della cultura rave. Tra gli artisti prodotti dalla Factory figurano i Joy Division, i New Order, gli Happy Mondays e i Cabaret Voltaire. E, naturalmente, gli A Certain Ratio. Il singolo All Night Party è stata una delle prime uscite della casa discografica, e grazie a questa canzone ci accorgiamo come il punk sia stato rimodellato per tramutarsi in new wave. Infatti la base è strettamente punk (si deduce immediatamente dai primi accordi della canzone) ma l'uso ossessivo della batteria e della chitarra trasformano il genere in qualcosa di ballabile, portando il rock all'interno della discoteca. Da qui nasce la storia, con il successivo boom dei Joy Division che porterà a rivoluzionare tutta la musica seguente, fino ad arrivare ai giorni nostri. Infatti il lavoro di Tony Wilson è stato un vero e proprio input per il 90% della musica contemporanea, sospesa tra i richiami al post-punk e alla new wave (Joy Division, A Certain Ratio) e tra l'amalgamarsi dell'elettronica con il rock (New Order, Happy Mondays, Primal Scream).
Nel 92 l'avventura della Factory purtroppo si concluderà, rovinata dai debiti e da quell'industria musicale che tanto gli deve. Rimane solo la genialità nel rinnovare un genere musicale che senza quest'ondata di freschezza rischiava poi di decomporsi lentamente per poi finire. Una genialità che oltre che a rinnovare ha pure creato, ergendosi a capostipite di intere generazioni, passando dalle creste colorate del punk, alla camicia e alla danza epilettica di Ian Curtis, sino ad arrivare ai piercing e all'abbigliamento vistoso del popolo della discoteca. Altre storie, altri tempi. Che rimarranno purtroppo sconosciuti a tanti indie, hipster e clubber vari, destinati a sopravvivere nel sonnolento panorama attuale come una casa senza le fondamenta.

Film consigliati: Control, 24 Hour Party People


di Mi.Di per la rubrica "MUSICA".


0 commenti:

Posta un commento