L’ormai
prossima partenza di un caro amico alla volta della grande Repubblica
Popolare Cinese – che poi, come noto, di Repubblica ha ben poco –
mi ha fatto tornare alla mente un viaggio un po' particolare che, tra
gli altri, da tempo progetto di fare. La Corea del Nord. O meglio, la
Repubblica Democratica Popolare di Corea.
La
Corea del Nord, leggo da Wikipedia, ha un’estensione di 120.540
km2 e,
nel 2012, aveva una popolazione di circa 24.76 milioni di abitanti.
Sebbene la superficie di questo stato sia poco più di un terzo di
quella del Bel Paese, questo staterello ha, solo nell’ultimo anno,
attratto più volte l’attenzione del mondo su di sé. Alquanto
allarmante fu la minaccia di ricorso alle armi nucleari – ebbene
sì, Pyongyang ha La Bomba! – per uno screzio con gli States. In
effetti tutto il mondo stette in allerta in quanto, in seguito ad
un’avventata azione militare da parte della Corea, sarebbe potuto
esplodere un conflitto di dimensioni notevoli (per non dire
mondiali). Ancora, sempre nello stesso anno, le tensioni con lo stato
di cui la Corea del Nord rappresenta la nemesi – la Corea del Sud –
hanno toccato un tetto così alto da far pensare ad una possibile
riapertura del conflitto conclusosi nel 1953, anche se mai realmente
terminato. Le due Coree sono infatti formalmente in guerra,
nonostante svariati trattati e accordi e numerose pressioni da parte
del resto del mondo.
Aldilà
delle questioni belliche sono molte altre le ragioni per cui la Corea
del Nord finisce spesso sui giornali. La stampa internazionale è
sempre attenta a commentare le svariate stranezze – prima su tutte
l’acconciatura – e manifestazioni di onnipotenza – già
abbastanza palesate nel nome della carica che ricopre: ‘leader
supremo’ – del rampollo reale Kim
Jong-un. Sono svariate le storie che aleggiano su quest’uomo,
tant’è che non si sa più con certezza cosa sia frutto della
fantasia e cosa invece realtà. A quanto pare, Kim è spietatissimo.
Recentemente si è parlato della improvvisa sparizione di una
pop-star locale, ritenuta essere la sua amante, dopo che sul web era
comparso un video porno con la cantante. Un altro rumor diffuso da
alcune fonti locali riguarda lo zio del leader supremo. In seguito a
reiterate manifestazioni di dissenso da parte del parente, pare che
quest’ultimo sia stato ritenuto colpevole di tradimento e fatto
sbranare da un centinaio di cani affamati.
Che
si tratti di verità o fantasia, queste storie non sono poi così
lontane dai diversi rapporti redatti da società per i diritti umani
come Amnesty International e dalle svariate sanzioni ONU (di cui
tuttavia la Corea del Nord è paese membro). E’ stata proprio
Amnesty International a descrivere i
nord coreani come “uno dei popoli più brutalizzati del mondo"
a causa delle severe restrizioni imposte alla loro libertà politica
ed economica. Si pensi che esistono addirittura campi di lavoro per
prigionieri politici, attivi da molto tempo e dove la crudeltà non
sembra avere fine.
Sarebbero
molte altre le cose da dire. Come ad esempio il fatto che si sospetta
che il commercio di eroina sia una delle fonti del bilancio di questo
stato. Oppure che le macchine e i cellulari sono banditi. Ancora,
sarebbe interessante parlare di come l’economia locale stia
registrando risultati positivi e che questo Stato, nonostante
l’embargo dell’occidente, se la stia cavando bene per via delle
diverse risorse naturali disponibili nel territorio. Ma avevo
iniziato l’articolo parlando di viaggi e, sebbene dopo questa
nontroppofelice
presentazione pochi di voi staranno guardando su Skyscanner quanto
costi un biglietto per Pyongyang, volevo effettivamente darvi qualche
informazione riguardo alla possibilità di fare turismo in Corea del
Nord.
Innanzitutto,
contrariamente a quanto si vocifera, non è vero che è “impossibile”
recarvisi. Basta un po’ di pazienza per concludere tutte le
operazioni richieste e per aspettare la conferma del visto turistico
e potete già considerarvi in Corea del Nord. La cosa migliore è
appoggiarsi ad un’agenzia di viaggio per l’organizzazione
dell’itinerario e prenotazione degli alberghi. Infatti il world
wide web nordcoreano è pressoché oscurato ed è necessario, pena la
non ammissione nel paese, avere un itinerario ben preciso e
immodificabile da esibire alla dogana. Una stranezza è che dovrete
prepararvi a condividere il viaggio – vacanza è, nel caso della
Corea del Nord, un termine un po’ forte – con due guide locali
che vi seguiranno ovunque e che alloggeranno nel vostro albergo. La
nascente industria turistica si è aggiornata offrendo guide che
parlano inglese, francese, tedesco e russo. Infine, per quelli come
me che muoiono dalla voglia di interagire con i locali o che muoiono dalla voglia di farsi un selfie con loro, brutte notizie: il regime, terrorizzato dalla possibilità che siate una cattiva influenza, non ve lo permetterà!
Beh,
vi ho detto più o meno tutto. Purtroppo al momento la mia situazione
finanziaria mi permette solamente di sognare questo viaggio, dunque
se decidete di andare fatemi sapere come è andata!
Ps.
Me ne sono scordato. Sembra che nel Regno Unito i servizi segreti
nordcoreani siano entrati da un barbiere intimandogli di staccare un
cartellone con la faccia di Kim Jong-un che diceva “facciamo i
capelli meglio di così!”. Amor di patria.
di IT per la rubrica "NEWS DAL FUTURO".







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