Nel
momento in cui scrivo, il lavoro di Isayama si avvia verso la seconda
metà (l'autore ha dichiarato la sua ferma intenzione di terminare
l'opera al ventesimo volume) e per questo mi limiterò a giudicare
quanto finora letto, ovvero fino al capitolo 50. Partiamo subito da
un'asserzione quantomai scontata: l'idea della razza umana che
rischia di estinguersi è stra-abusata, ma l'autore in questo shonen
ha avuto il merito di renderla coinvolgente attraverso una trama
fresca e piena di capovolgimenti di fronte; molte scene si leggono
davvero con il fiato sospeso, e i personaggi principali (Eren, Mikasa
e Armin) sono caratterizzati in maniera ben chiara e marcata,
riuscendo egregiamente a coinvolgere il lettore nei momenti in cui
vengono palesate le loro emozioni, sia quando mostrano terrore, sia
quando mostrano il loro odio nei confronti dei titani (specialmente
Eren, il cui disprezzo è riconducibile a quanto accade nel primo
volume). Inoltre ho trovato apprezzabile l'idea di fornire di
capitolo in capitolo tutte le informazioni necessarie al lettore in
modo da comprendere il contesto di riferimento, altrimenti di
difficile inquadramento (nota a margine: il primo volume è di fatto
un'infarinatura generale per il prosieguo della storia. Molti hanno
giudicato il manga da quello, non fate lo stesso errore). Ottimo
anche il ritmo con cui si susseguono le azioni, molto belli gli
scenari in cui si svolge la trama ( ho particolarmente gradito il
castello di Ustgard). Detto questo trovo che i difetti non manchino:
in primis, sottolineerei che i personaggi principali sono poco
carismatici rispetto agli standard dei manga giapponesi
(paradossalmente, mi ha suscitato più interesse Mikasa di Eren),
senza contare le innumerevoli forzature che si incontrano nel corso
della storia: combatti da 100 anni i titani e ancora non conosci i
loro punti deboli? Gli affronti da tempo immemore, sai della loro
netta superiorità fisica, e continui a combatterli nello scontro
frontale senza piazzare trappole e similari? Purtroppo i personaggi
secondari non sono caratterizzati quanto quelli principali (lacuna
enorme specialmente nel momento in cui viene rilevato il titano corazzato, che
tecnicamente dovrebbe essere un vero e proprio punto di svolta nella
trama) a differenza di altri shonen come One Piece e Naruto. A parte
questo, la mancanza maggiore sono secondo me i flashback; sono stati,
in generale, inseriti male nei capitoli. In diversi momenti il
lettore rischia di perdersi, complice anche una rilegatura non
all'altezza, che non permette una lettura fluida in diversi
frangenti. Trovo invece che il tanto criticato disegno di Isayama sia
perfettamente adatto al contesto, anche se effettivamente una
maggiore attenzione alle proporzioni sarebbe stata cosa gradita (ma
vabbè, in questo neanche maestri come Oda hanno mai primeggiato).
Trovo comunque la storyline dell'opera una delle migliori degli
ultimi anni e, se non si è particolarmente sensibili alle immagini
violente (le scene crude sono abitudinarie in questo shonen), ne
consiglio assolutamente la lettura.
Tommy







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