Tentare
di alzare quel telefono non era mai stato così difficile prima
d’ora. In realtà si tratta di poche centinaia di grammi; l’ultimo
modello, ultra leggero, ultra piatto, ultra veloce, ultra pieghevole,
ultra….“sono stanco”. Ma lo sforzo fisico richiesto è
davvero pari a zero: “Dai, ce la posso fare questa sera”. Il mio
‘nemico’ è lì, riposto sul tavolo al centro della stanza,
baldanzoso, fiero, con tutti quei led colorati, luccicanti,
ipnotizzanti, bagliori continui che sembrano dire “io sono qui,
afferrami e fai ciò che devi, dai”. “Viscido, dissimulatore,
tentatore, credi sia facile? Credi sia una cosa da poco, eh? Ma
che ne sai, ma che vuoi…” Brr, brr, brr … brr, brr, brr…“Oh cazzo sta vibrando! Chi può essere ora? Chi a quest’ora
della notte?” Con una torsione dell’intero corpo degna di uno
sportivo mi lancio come in un assalto alla baionetta e lo afferro.
“Pronto…“, suspense, “no guardi, ha sbagliato numero, mi
spiace…buona serata anche a lei”. Non ero davvero pronto, ma
credo si sia notato.
Non
posso però continuare a procrastinare la cosa. “No, non più…ma uscire almeno per una boccata d’aria fresca prima di…?”.
Non termino neanche la frase. L’album di Rino riposto in bella
vista sul comodino vicino allo stereo sembra tuonare “resta vile
maschio dove vai?”; è la mia fantasia si, solo la mia fantasia, ma
stasera forse non è proprio il caso di uscire. Compongo il numero a
memoria, rapidamente, come se in tal modo potesse essere indolore;
ahia.
Tuu,
tuu, tuu, click…“La sua chiamata sarà monitorata dall’ufficio
n.8030 della eaNSA, saluti”, una voce robotica la prima. “Ehi J., come stai?”, “…ragazzi, ragazzi c’è J. in linea! Ciao J. come te la passi eh?”, voci familiari le altre. “Ehm…si,
ecco, ciao a tutti…”, questa proprio non ci voleva, la eaNSA
proprio non ci voleva in un momento come questo. “Stai chiamando F.
a quest’ora? Che cosa vuoi combinare eh? Eh, eh…vecchio J., la
tua ragazza dopo una dura giornata di lavoro sarà sicuramente felice
di potersi ‘divertire’ un pochino … e tu lo sai cosa intendo
vero?”. “No.. veramente io...scusate, vorrei rimanere un po’ in
privato, stavolta. Dovrei parlare di una questione un po’ delicata e
con tutti voi ad ascoltarmi...ecco, proprio non ci riesco e…“.
Vengo subito interrotto: “ J., J., lo sai quali sono le regole.
Niente sconti, noi dobbiamo ascoltare tutto. Noi dobbiamo sapere
tutto. E’ la regola. Ed ora dai, fai come se non ci fossimo,
rilassati prendendo un bel respiro a pieni polmoni e schiarisciti la
voce che F. sta per rispondere”. Il sangue mi si è gelato nelle
vene, e forse anche i pensieri mi si sono ‘gelati’ nella mente.
No, quelli proprio no; anzi, la testa ora mi sta per esplodere per il
sovraccarico di ragionamenti, congetture, sensazioni. Fermati,
fermatevi, fermi!
“Pronto?
Qui è F. che parla, chi è?”
Forse
se faccio abbastanza veloce quelli della eaNSA... forse non
coglieranno le mie parole…
“Amore
sono J., amore sono gay.” Tuu, tuu.
“Ehi
ragazzi, ah, ah, ah, incredibile, J. ha fatto outing...”,
“davvero? Incredibile! E pensare che quella F. è una gran bella
donna …”, “ma chi lo avrebbe mai immaginato … così ho perso
un’altra scommessa …”.
Singolo
della settimana: “Fight the power”, Public enemy.
Maste







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