Sicuramente
l'ecletticità è uno dei punti di forza dei The Brian Jonestown
Massacre (già a partire dal nome del gruppo, che fonde il nome del
leggendario Brian Jones - sì, quello dei Rolling Stones trovato
morto nel fondo di una piscina, probabilmente il primo artista ad
entrare nel famoso Club 27- con un orrorifico suicidio di massa
avvenuto a Jonestown nel 1978). Ecletticità derivante dal folle
leader Anton Newcombe, che riesce a rispecchiare tutto il suo carisma
post-psichedelico nella musica. E che musica. Quella dei The Brian
Jonestown Massacre è musica per pochi eletti, un incrocio tra
shoegaze, acid rock e blues che lascia ipnotizzati. Fingertips
(dall'appena ristampato Pol Pot's Pleasure Penthouse, album del 1991)
è una ballata psicotica accerchiata da un Wall Of sound che quasi
nasconde la voce, un puro esempio di shoegaze (genere che lo stesso
anno verrà portato alla perfezione con il famoso Loveless dei My
Bloody Valentine). Un vero e proprio masterpiece.
Mi.Di







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