Qualcuno li ha definiti la migliore
band attualmente presente in Inghilterra, eppure i Temples non fanno
altro che creare melodie catchy e riportarle indietro agli
anni della psichedelia.
E vi pare poco? Poco non è. Quel
qualcuno è infatti il signor Johnny Marr.
Difficile scegliere un brano, Sun
Structures (Heavenly Recordings, 2014), il loro album d'esordio,
è pieno di singoli potenziali e non: il brano d'apertura, Shelter
Song (pubblicato per primo a fine 2012), la title track, Keep
In The Dark oppure Mesmerise, per dirne alcuni.
Ce n'è uno però che mi ha colpita
fin da subito, grazie anche alla simpatica accoppiata col rispettivo
b-side, Ankh (grazie Spotify, hai reso loro una dignità –
ai lati b, appunto): Colours To Life.
Sarò tutt'altro che prolissa:
definirlo radiofonico parrebbe quasi offensivo e, soprattutto, un
eufemismo. Non possiamo neanche ridurre tutto al ritornello, più
appiccicoso di un chewing-gum, o alla batteria, che pare registrata
ad Abbey Road (tutto in camera di James Bagshaw, cantante e
fondatore!) o alla chitarra sixties che subentra proprio quando la
vorresti sentire. E' molto di più.
“Love,
lust, spaces in time bring colours to life”
Lara
Magnelli







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