sabato 19 ottobre 2013

SLAM DUNK - UN CANESTRO PER LA VITA


L'opera di Inoue, nota in Italia soprattutto per il doppiaggio dell'anime decisamente fuori dai canoni a cui siamo abituati, rappresenta a parere di chi scrive forse il miglior manga di genere sportivo mai prodotto finora. I più celebri Capitan Tsubasa e EyeShield 21 peccano infatti di eccessiva messa in mostra del protagonista (pensiamo a Tsubasa che in tutta la storia, road to 2002 compresa, ha perso solo 1 partita) e poco realismo, fermo restando il loro essere delle pietre miliari dei manga sportivi. Slam Dunk è invece il massimo del realismo che si può trovare in fatto di fumetti sportivi, storia semplice, lineare e credibile: non il classico protagonista che incontra l'ostacolo insormontabile e poi puntualmente lo supera, ma un ragazzo dal talento nascosto, che prende schiaffi in faccia da tutti (soprattutto dall'eterno rivale Rukawa) per un sacco di tempo, e con forza di volontà immane riesce a migliorarsi sempre di più fino a diventare un perno dello Shohoku. Da questo punto di vista la maturazione del protagonista è raccontata in modo pressoché perfetto: alla crescita da giocatore corrisponde la crescita di Sakuragi persona, che da teppista si trasforma via via in un ragazzo quasi nella norma (non può essere considerato totalmente normale uno che si professa “Il genio del basket”, giocandoci appena da soli 3 mesi), grazie anche all'enorme amore che prova per Haruko, la sorella del capitano della squadra di basket, Akagi. Memorabile la sfida con il Kainan di Maki che si stampa nel nostro immaginario come un francobollo che non va più via (miglior pezzo del manga per distacco). Lascia un po' di amaro in bocca, invece, lo stop brusco dell'opera dopo la vittoria contro i campioni uscenti del Sannoh al secondo turno del campionato nazionale, a causa di diatribe tra Inoue e la casa di produzione. L'opera è comunque bella e avvincente fino alla fine, intere pagine lette col fiato sospeso in un'apnea di emozioni continue.

Ogni goccia di sudore, ogni sforzo, ogni incomprensione, ogni litigio visto sui campi di Slam Dunk ci fa ridere, piangere e sorridere proprio come la vita.

Tommy & Elle Bi

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