(Premetto
che non si tratta di una diretta critica ai politici nominati in
fondo all’articolo ma questa è bensì rivolta ad altri soggetti.
Provate ad indovinare)
-Sono
oramai passati 500 anni dalla pubblicazione del libello originale ma
a guardarlo più da vicino non sembra poi così vecchio questo
Principe, vero
Professor C. ?
“In
effetti l’estrema attualità dell’opera lascia a volte quasi
attoniti. Siamo distanti anni luce da numerosi altri scrittori di
scienza politica arrovellatisi anni ed anni a cercare risposte
assolute, immobili, immutabili, generalmente valide. L’approccio
machiavellico invece fa del fattuale un elemento centrale, e
l’evoluzione continua di ordini una necessaria conseguenza di
questo. Un relativismo quasi post-moderno direi.”
-Vi
è però qualcosa di centrale, di ricorrente nell’opera del
fiorentino.
“Il
punto di inizio, direi la consapevolezza prima su cui si basa l’ars
politica, la téchne
politica (non scienza, attenzione) descritta dal Machiavelli è che
degli uomini si può dire questo: che siano ingrati, volubili,
simulatori e dissimulatori, fuggitori dei pericoli, cupidi di
guadagno. Si viene quindi a creare uno stato
di inquietudine proprio della natura umana. L’uomo difatti ricerca
securitas ma è cupido
allo stesso tempo, egli anela al guadagno; non solo materiale, si
badi bene, ma alla propria soddisfazione, che sia questa economica o
di altro genere. Da questo duplice bisogno scaturiscono tumulti e
disordini.”
-Ed
è qui che il ruolo del politico diviene fondamentale, o mi sbaglio?
“Esattamente.
L’uomo politico è colui che ha un fine, un’idea, uno scopo da
perseguire, un progetto, però realistico. Egli quindi, consapevole
della vera natura umana, crea un ordine che permetta agli uomini di
portare a termine i propri affari e soddisfare il proprio bisogno di
securitas, ma che al
contempo convogli le loro forze per il raggiungimento dello scopo.
Egli volge a proprio favore quelle debolezze, quei conflitti.”
-Ma
con quali mezzi lo stesso può raggiungere l’obbiettivo
prefissatosi?
“Con
ogni mezzo. Il politico potrà avere anche commerci
col demonio, e dovrà essere volpe e leone,
usare astuzia e perché no, forza, forza nel far prevalere le proprie
posizioni, il proprio disegno, non mera superiorità fisica o
militare. Ha quindi anche qualità proprie della bestia.”
-Come
potremmo allora descrivere sinteticamente il politico di Machiavelli?
“Come
colui che, disincantato, conosce l’umana natura e sa che per
seguire il suo fine dovrà entrare in commercio
con Babilonia. E’ colui che sa far
convivere in se questi sentimenti divergenti, è il grande politico,
il virtuoso, è il grande centauro, poiché dovrà usare logos umano
e la bestia.”
-I
“centauri” italiani (lista aggiornata al marzo 2013 dei
parlamentari italiani indagati e condannati dell’ultima
legislatura):http://www.stopcensura.com/2013/03/parlamento-pulito-dove-3-condannati-e.html
Maste







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