venerdì 18 ottobre 2013

INTERVISTA COL PROFESSOR C.


(Premetto che non si tratta di una diretta critica ai politici nominati in fondo all’articolo ma questa è bensì rivolta ad altri soggetti. Provate ad indovinare)

-Sono oramai passati 500 anni dalla pubblicazione del libello originale ma a guardarlo più da vicino non sembra poi così vecchio questo Principe, vero Professor C. ?

In effetti l’estrema attualità dell’opera lascia a volte quasi attoniti. Siamo distanti anni luce da numerosi altri scrittori di scienza politica arrovellatisi anni ed anni a cercare risposte assolute, immobili, immutabili, generalmente valide. L’approccio machiavellico invece fa del fattuale un elemento centrale, e l’evoluzione continua di ordini una necessaria conseguenza di questo. Un relativismo quasi post-moderno direi.”

-Vi è però qualcosa di centrale, di ricorrente nell’opera del fiorentino.

Il punto di inizio, direi la consapevolezza prima su cui si basa l’ars politica, la téchne politica (non scienza, attenzione) descritta dal Machiavelli è che degli uomini si può dire questo: che siano ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitori dei pericoli, cupidi di guadagno. Si viene quindi a creare uno stato di inquietudine proprio della natura umana. L’uomo difatti ricerca securitas ma è cupido allo stesso tempo, egli anela al guadagno; non solo materiale, si badi bene, ma alla propria soddisfazione, che sia questa economica o di altro genere. Da questo duplice bisogno scaturiscono tumulti e disordini.”

-Ed è qui che il ruolo del politico diviene fondamentale, o mi sbaglio?

Esattamente. L’uomo politico è colui che ha un fine, un’idea, uno scopo da perseguire, un progetto, però realistico. Egli quindi, consapevole della vera natura umana, crea un ordine che permetta agli uomini di portare a termine i propri affari e soddisfare il proprio bisogno di securitas, ma che al contempo convogli le loro forze per il raggiungimento dello scopo. Egli volge a proprio favore quelle debolezze, quei conflitti.”

-Ma con quali mezzi lo stesso può raggiungere l’obbiettivo prefissatosi?

Con ogni mezzo. Il politico potrà avere anche commerci col demonio, e dovrà essere volpe e leone, usare astuzia e perché no, forza, forza nel far prevalere le proprie posizioni, il proprio disegno, non mera superiorità fisica o militare. Ha quindi anche qualità proprie della bestia.

-Come potremmo allora descrivere sinteticamente il politico di Machiavelli?

Come colui che, disincantato, conosce l’umana natura e sa che per seguire il suo fine dovrà entrare in commercio con Babilonia. E’ colui che sa far convivere in se questi sentimenti divergenti, è il grande politico, il virtuoso, è il grande centauro, poiché dovrà usare logos umano e la bestia.”

-I “centauri” italiani (lista aggiornata al marzo 2013 dei parlamentari italiani indagati e condannati dell’ultima legislatura):http://www.stopcensura.com/2013/03/parlamento-pulito-dove-3-condannati-e.html

Maste

0 commenti:

Posta un commento