venerdì 11 aprile 2014

NEWS: "EMERGENZA AVORIO E CORNI DI RINOCERONTE"


Quindici minuti. Probabilmente poco più del tempo speso per andare in ufficio stamani. Indubbiamente non abbastanza tempo per guardare il telegiornale serale. Ebbene, in Africa, questo è l’intervallo di tempo che intercorre tra l’uccisione di un elefante ed un altro. Viene ucciso un elefante ogni 15 minuti.

Sono 35000 gli elefanti uccisi ogni anno. Ironicamente, gli sforzi per frenare il bracconaggio hanno spinto la domanda per i prodotti di avorio verso l’alto perché, come insegnano le regole dell’economia, la scarsità aumenta il valore dei beni. Questi dati risultano ancor più allarmanti se letti prendendo in considerazione la previsione economico-demografica riguardante il futuro allargamento della ‘middle-class’ cinese (principale consumatore di avorio). Infatti stando alle statistiche, nei prossimi 10-15 anni almeno 250 milioni di persone faranno parte di questa. Dunque vi saranno approssimativamente 250 milioni di potenziali consumatori d’avorio in più. Risulta evidente l’esigenza di fare qualcosa per conservare e proteggere il patrimonio che questa fauna rappresenta per l’Africa e per il mondo intero. Come fermare allora il business del commercio di avorio?

Nonostante l’esistenza di soluzioni drastiche come quella che è stata presa da World Wildlife Fund che sta lavorando sullo sviluppo di droni e sensori high-tech per cacciare i cacciatori, la battaglia al bracconaggio va approcciata da un punto di vista comportamentale. Innanzitutto, è necessario prendere atto del fatto che una grande maggioranza della popolazione cinese non è al corrente dell’alto prezzo che gli animali devono pagare affinché vengano prodotti manufatti di avorio (e corni di rinoceronte – di cui diremo qualcosa più avanti). Dunque questo può essere un punto di partenza. Vi sono numerose organizzazioni, ad esempio WildAid, che si occupano di educare i consumatori asiatici riguardo alla necessità di tutelare questi animali. Per ottenere un impatto maggiore, varie organizzazioni hanno iniziato ad avvalersi di celebrità e famosi personaggi del mondo dello sport nelle loro campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica perché, come riporta Joe Watson della Wildlife Conservation Society: “In Cina, non conta solo cosa viene detto, ma da chi viene detto”. WildAid, Save the Elephants e African Wildlife Foundation hanno recentemente annunciato che quest’anno trasmetteranno una campagna televisiva che vede nel suo cast l’attore americano Edward Norton, la starlet cinese Li Bingbing, e un gran numero di star del basket tra cui il congolese Dikembe Mutombo, l’ex olimpionico cinese Yao Ming e l’attuale giocatore del NBA, Jeremy Lin.

Due campagne simili, una con Jackie Chan e un’altra con David Beckham, sono state messe in atto come misure per ridurre il commercio di corni di rinoceronte. Le statistiche riguardanti questi pachidermi cornuti sono ancora più allarmanti di quelle riguardanti gli elefanti: questi enormi bestioni rischiano infatti di estinguersi a tutti gli effetti. In uno dei video si mostra come i rinoceronti in vita sono così pochi da non riuscire nemmeno a riempire lo stadio di Wembly. Nonostante ciò il numero di rinoceronti uccisi non accenna a diminuire nonostante le misure in atto. I corni di rinoceronte hanno un mercato diverso da quello dell’avorio. Questi grandi blocchi di cheratina (il corno è fatto dello stesso materiale delle nostre unghie e per di più ricresce!) transitano per il Laos per poter poi essere venduti in Vietnam come afrodisiaco naturale o come rimedio contro il cancro. Il bracconaggio avviene in modo molto violento: veri e proprio commando a bordo di elicotteri e armati fino ai denti attaccano nella notte gli animali, segano o staccano a colpi d’ascia il corno e scappano velocemente lasciando spesso e volentieri morire la loro vittima dissanguata.

Oltre alle svariate opzioni atte a determinare un cambiamento comportamentale citate sopra, nell’ambito dei rinoceronti si parla di sperimentare o introdurre misure drastiche come segare i corni alla nascita di questi, introdurre microchip nei corni che ne permettano la tracciabilità o addirittura introdurvi un veleno che colpisca i bracconieri una volta staccato il corno.
Il contatore di questi bellissimi animali (sono davvero stupendi, ve lo garantisco di persona!) gira velocemente verso lo zero ed è richiesta un'azione rapida ed efficace. Ora!

Di seguito potete trovare una serie di siti su cui potersi informare.




Nota: parte dell’articolo è stato tradotto da ‘The Big Issue South Africa’.

di IT per la rubrica "NEWS DAL FUTURO".

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