
Quindici
minuti. Probabilmente poco più del tempo speso per andare in ufficio
stamani. Indubbiamente non abbastanza tempo per guardare il
telegiornale serale. Ebbene, in Africa, questo è l’intervallo di
tempo che intercorre tra l’uccisione di un elefante ed un altro.
Viene ucciso un elefante ogni 15 minuti.
Sono
35000 gli elefanti uccisi ogni anno. Ironicamente, gli sforzi per
frenare il bracconaggio hanno spinto la domanda per i prodotti di
avorio verso l’alto perché, come insegnano le regole
dell’economia, la scarsità aumenta il valore dei beni. Questi dati
risultano ancor più allarmanti se letti prendendo in considerazione
la previsione economico-demografica riguardante il futuro
allargamento della ‘middle-class’ cinese (principale consumatore
di avorio). Infatti stando alle statistiche, nei prossimi 10-15 anni
almeno 250 milioni di persone faranno parte di questa. Dunque vi
saranno approssimativamente 250 milioni di potenziali consumatori
d’avorio in più. Risulta evidente l’esigenza di fare qualcosa
per conservare e proteggere il patrimonio che questa fauna
rappresenta per l’Africa e per il mondo intero. Come fermare allora
il business del commercio di avorio?
Nonostante
l’esistenza di soluzioni drastiche come quella che è stata presa
da World Wildlife Fund che sta lavorando sullo sviluppo di droni e
sensori high-tech per cacciare i cacciatori, la battaglia al
bracconaggio va approcciata da un punto di vista comportamentale.
Innanzitutto, è necessario prendere atto del fatto che una grande
maggioranza della popolazione cinese non è al corrente dell’alto
prezzo che gli animali devono pagare affinché vengano prodotti
manufatti di avorio (e corni di rinoceronte – di cui diremo
qualcosa più avanti). Dunque questo può essere un punto di
partenza. Vi sono numerose organizzazioni, ad esempio WildAid, che si
occupano di educare i consumatori asiatici riguardo alla necessità
di tutelare questi animali. Per ottenere un impatto maggiore, varie
organizzazioni hanno iniziato ad avvalersi di celebrità e famosi
personaggi del mondo dello sport nelle loro campagne per
sensibilizzare l’opinione pubblica perché, come riporta Joe Watson
della Wildlife Conservation Society: “In Cina, non conta solo cosa
viene detto, ma da chi viene detto”. WildAid, Save the Elephants e
African Wildlife Foundation hanno recentemente annunciato che
quest’anno trasmetteranno una campagna televisiva che vede nel suo
cast l’attore americano Edward Norton, la starlet cinese Li
Bingbing, e un gran numero di star del basket tra cui il congolese
Dikembe Mutombo, l’ex olimpionico cinese Yao Ming e l’attuale
giocatore del NBA, Jeremy Lin.
Due
campagne simili, una con Jackie Chan e un’altra con David Beckham,
sono state messe in atto come misure per ridurre il commercio di
corni di rinoceronte. Le statistiche riguardanti questi pachidermi
cornuti sono ancora più allarmanti di quelle riguardanti gli
elefanti: questi enormi bestioni rischiano infatti di estinguersi a
tutti gli effetti. In uno dei video si mostra come i rinoceronti in
vita sono così pochi da non riuscire nemmeno a riempire lo stadio di
Wembly. Nonostante ciò il numero di rinoceronti uccisi non accenna a
diminuire nonostante le misure in atto. I corni di rinoceronte hanno
un mercato diverso da quello dell’avorio. Questi grandi blocchi di
cheratina (il corno è fatto dello stesso materiale delle nostre
unghie e per di più ricresce!) transitano per il Laos per poter poi
essere venduti in Vietnam come afrodisiaco naturale o come rimedio
contro il cancro. Il bracconaggio avviene in modo molto violento:
veri e proprio commando a bordo di elicotteri e armati fino ai denti
attaccano nella notte gli animali, segano o staccano a colpi d’ascia
il corno e scappano velocemente lasciando spesso e volentieri morire
la loro vittima dissanguata.
Oltre
alle svariate opzioni atte a determinare un cambiamento
comportamentale citate sopra, nell’ambito dei rinoceronti si parla
di sperimentare o introdurre misure drastiche come segare i corni
alla nascita di questi, introdurre microchip nei corni che ne
permettano la tracciabilità o addirittura introdurvi un veleno che
colpisca i bracconieri una volta staccato il corno.
Il
contatore di questi bellissimi animali (sono davvero stupendi, ve lo
garantisco di persona!) gira velocemente verso lo zero ed è richiesta un'azione rapida ed efficace. Ora!
Di
seguito potete trovare una serie di siti su cui potersi informare.
Nota:
parte dell’articolo è stato tradotto da ‘The
Big Issue South Africa’.
di IT per la rubrica "NEWS DAL FUTURO".








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