
Non
riesco più a scrivere. Non riesco più a scrivere perché fuori il
sole mi guarda, e le macchine mi disturbano con il loro rumore, per
non contare la televisione, la televisione, sempre accesa, con il suo
rumore scocciante ripetitivo di pubblicità gastronomiche e diete
ecologiche a spasso con musiche sgargianti, suv e monete luccicanti
sotto la scia del sole, il sole che mi guarda perciò non riesco a
scrivere, perché è disturbante tanta luce, acceca gli occhi quando
ti volti a guardarla e quindi sei costretto-costretto-a vivere con la
testa bassa, tranne di notte, mi piace la notte perché la luna
regala crateri, l'insonnia non tarda ad arrivare, precisamente si
avvicina con il passare del tram della mezzanotte, un tram che porta
verso la mia mente, o verso il mio cuore, me ne sono dimenticato,
comunque un tram magico, un tram che viaggia con i ricordi, non gli
serve la benzina, e adesso devo smettere di parlare dei miei sogni
perché alla tv la pubblicità è assordante e dice di comprare
macchine, oppure scarpe, oppure profumi, oppure nuove identità,
oppure case, oppure gioielli, cellulari, frigoriferi, lamette, rasoi,
mobili, soprammobili, la tv dice di comprare tv, e radio, musica e
film, e quindi confuso da questa marea di consigli per gli acquisti
cambio canale e passano una canzone dei joy division, ho sempre
trovato la loro musica geniale, ed è palese il merito di ian curtis
perché la musica dei joy division rispecchia la sua epilessia, la
musica dei joy division è epilettica, provate ad ascoltare digital,
e poi provate a ballarla seguendo il suo ritmo e vi ritroverete ad
emulare un attacco epilettico, così, senza che ve ne rendiate conto,
proprio come sto facendo adesso io, ballo e la stanza si volta di
continuo sotto i colpi delle mie movenze, mi muovo veloce, mi hanno
sempre detto che mi muovo bene, vedete me la cavavo con il ballo da
giovane, da giovane ballavo in discoteca dopo aver assunto delle
droghe sintetiche, ecstasy la chiamano, ma adesso ho smesso perché
la mia testa non mi consola più, sono andato ad una festa ieri e
tutto era così stroboscopico, amo le luci della discoteca, mi piace
l'effetto che trasfigurano sulle pareti, apre fantasie nascoste nella
mia mente, geometrie imprevedibili e colori bizzarri, accesi e
rococò, ma adesso le pareti di casa mia sono bianche, nero il mio
gatto, e fuori le macchine passano all'impazzata lasciandosi una scia
di petrolio dietro, macchine che contengono milioni di esistenze che
si incrociano a 100km/h senza notarsi, milioni di esistenze contenute
all'interno di metallo che lentamente le corrode, lentamente inietta
benzina nelle nostre vene rendendoci automi, ci nutriamo di ciò per
cui lavoriamo, lavoriamo per tramutarci in ciò per cui lavoriamo,
perché lavorando a contatto con macchine sentiamo il brivido nella
pelle della tramutazione,ci trasformiamo in macchinari marchingegni
bisognosi di olio per lubrificare i nostri movimenti, bisognosi di
una mano che ci comandi, ma io non ci sto, io mi sono ribellato e
adesso casa mia è qui, a circa cinque chilometri dalle fabbriche, le
vedo in lontananza e su di esse riflette il sole ma non le
infastidisce, vedo in lontananza le loro torri di metallo che mandano
ad intermittenza richiami subliminali a possibili vittime, ed io ho
sempre odiato le fabbriche perché anche adesso le macchine delle
persone che stanno andando a lavorare passano e mi infastidiscono e
quindi non riesco a scrivere, non riesco a scrivere, e mi dovrei
concentrare maggiormente, ma ho sempre avuto problemi nel
concentrarmi, sono molto sbadato, mi dimentico continuamente le cose,
e sono costretto a fissare lo sguardo nel vuoto per recuperare le mie
intenzioni, per ricordarmi cosa stavo facendo, così adesso fisso lo sguardo nel
vuoto per alcuni secondi e posso ripartire, vi piace fumare? Io
solitamente non fumo ma quando scrivo mi viene una certa voglia, un
certo appetito, e quindi accendo una sigaretta e adesso una nuvola
zolfo contenente acqua, oscillando tra cielo e terra, copre il sole
che cessa di disturbarmi, almeno per qualche secondo, o minuto, la
durata della nuvola, il tempo di una sigaretta, e brucerò anche io,
quindi conto la durata del mio attimo di gloria uno due tre quattro
cinque sei ma poi scopro che la nuvola se n'è già andata ed io ho
sprecato l'attimo giusto per scrivere a contare e mi rammarico per il
mio errore, non devo più sbagliare, devo concentrarmi per evitare
gli errori, da piccolo facevo molti errori quando scrivevo e le
maestre sgridavano la mia indisciplina, ma adesso sono migliorato, e
ricordo con malinconia i tempi passati, quando non c'era giorno senza
una scazzottata al giardino della scuola, ed io sentivo sempre la
vita, non come ora, ora sono un sordo muto dinanzi alla vita, e
attendo che mi giustizi, che mi punisca, senza paura, ma prima devo
scrivere, devo scrivere la storia della mia vita, devo scrivere, ma
cosa dovrei scrivere? Non è accaduto molto, è stata solo tutta
un'illusione, come per tutti d'altronde, secondo me l'uomo dovrebbe
domandarsi se è veramente stata una scelta giusta quella di
evolversi, probabilmente no, è stata un'azione nociva, ci siamo auto
condannati immettendo nelle nostre menti la coscienza, un semplice
concetto,perché tutta la nostra storia non è stata altro che
un'illusione, ci siamo illusi di essere i più intelligenti, ci siamo
illusi di poter migliorare con le rivoluzioni industriali, ci siamo
illusi di poter vivere intere vite di amore, ci siamo illusi di poter
essere pace, ci siamo illusi sull'amicizia, sulla famiglia, ci siamo
illusi su tutte le cose che noi stessi abbiamo creato, senza renderci
conto che niente di questo ci ha resi migliori, niente di questo è
stato raggiunto e si è dimostrato utile alle nostre esistenze,
continuo lo zapping televisivo e osservo la nostra sconfitta, tra
guerre, lacrime da conflitti coniugali, rabbia familiare, roghi
scolastici, amplessi gratuiti all'ora di pranzo, traffico e
intossicazioni da pubblicità, le nostre città sono una cosa molto
più grande di noi, ci è sfuggita la situazione di mano, e viviamo
in un panico assoluto, attendendo l'esplosione nell'isterismo del
vicino di casa, per ora i miei vicini non si sono mai lamentati, sono
una persona educata, pulita, forse pazzo, ma ho un gatto che mi
graffia di continuo, e adesso il sole mi disturba nuovamente, mentre
il tappeto, il pavimento, il soffitto, i tavoli e le seggiole
occupano il loro spazio in un espressione di sfida, quasi
rivendicando la loro indipendenza, perché sono gli oggetti, le
uniche cose libere del mondo, e adesso mi sto dimenticando lentamente
per cosa sto scrivendo, quindi, vogliate scusarmi, ma per ricordarmi
fisserò per qualche minuto lo sguardo nel vuoto. Fatelo anche voi,
se vi è rimasto qualcosa da ricordare. A presto.
di Mi.Di per la rubrica "LETTERATURA".








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